Arboreto alpino Gleno Arboreto alpino Gleno

ARBORETO ALPINO GLENO Museo dei legni della Valle di Scalve
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chiosco arboreto

TUTUS IN SILVIS questo è il motto della Valle di Scalve e ci fa capire il valore che aveva il bosco per gli scalvini nei secoli passati,
Il bosco era la “ricchezza” della Valle di Scalve, le foreste scalvine davano legname da costruzione, legna da ardere e soprattutto il carbone per fondere il minerale (siderite) estratto dalle miniere locali.

Il bosco oggi è una realtà spesso mal sopportata, è considerato un limite per la speculazione edilizia o per la realizzazione di infrastrutture spesso inutili.
Il rispetto e la tutela inizia dalla conoscenza ed è questo il motivo che mi ha spinto a piantumare le principali specie arboree della Valle di Scalve (circa 100).
L’Arboreto alpino Gleno sorge su un’area privata ed è grazie all’aiuto e alla ricerca di Manfredo Bendotti (Mago) di Colere che nel 2005 è iniziata la realizzazione.

Nelle nostre valli il bosco copre oramai quasi il 50% della superficie, il bosco si sta riprendendo il territorio che l’uomo gli ha rubato nei secoli scorsi.
Gli alberi, con la loro forma, ci danno indicazioni circa gli eventi naturali: se sono piegati in una direzione ci indicano l’orientamento del vento, se una valletta è popolata da ontani verde e pini mugo prostrati ci segnalano una zona soggetta a valanghe.

In Valle di Scalve alla fine del 1500 il pretore Syllano Licino emanò una legge sugli usi civici del bosco, cioè sulla proprietà del ceduo boschivo e la possibilità di raccogliere la legna caduta sul terreno.
Il bosco è stato indispensabile per l’economia della nostra valle che viveva esclusivamente sul “traffico della ferrarezza” (così dicevano nei secoli scorsi), si faceva la carbonaia (puiat) per produrre il carbone di legna, serviva un q. di legna per fondere 1 kg. di ferro, e con il legname si costruivano tutte le strutture attinenti all’attività mineraria: teleferiche, attrezzi, baracche, puntellature, tramogge ecc…
Con il legno si costruivano gli attrezzi di lavoro (gerli slitte per i trasporti ecc…), i giocattoli, le armi: con il tasso si costruivano archi di alta qualità.
Pier Giorgio Capitanio

La conoscenza delle piante e il loro uso nei secoli scorsi, sono argomenti interessanti per una gita didattica o un viaggio di istruzione per la scuola primaria e secondaria, la gita ai ruderi della diga del Gleno è indicata per la scuole superiori e professionali.
Programmi per gite e laboratori didattici

L'Arboreto alpino Gleno è il punto di partenza ideale per una passeggiata ai resti della diga del Gleno
Per saperne di più sulla diga del Gleno visita la pagina http://www.scalve.it/gleno/

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