Fiorisce il Camedrio alpino
maggio 2009

Fiorisce, dopo tre anni dall'impianto il Camedrio alpino.
Questa specie è stata messa a dimora nel 2006 e non è stato facile ottenere la fioritura poichè l'Arboreto alpino Gleno è situato su terreno prevalentemente acido e il Camedrio predilige terreni basici.
Il terreno, che ospita questa specie, è stato corretto con carbonato di calcio e il substrato è formato da pietre di calcare

CAMEDRIO ALPINO
Dryas octopetala L.

Famiglia: Rosaceae (ordine Rosales)
Nomi comuni: Camedrio alpino, Driade.
Portamento: Piccolissimo arbusto strisciante, con radici robuste e fibrose.
Foglie: Le foglie del camedrio alpino sono di forma ovato-oblunghe; lucide e glabre nella pagina superiore e bianco-tomentose in quella inferiore.
Fiori: I fiori sono solitari e posseggono una corolla color bianco-crema, composta da 8 petali.
Frutti: I frutti sono degli acheni, presentanti dei ciuffi piumati di colore bianco.
Dove si trova: Il camedrio alpino, come il nome stesso ci annuncia, è originario delle zone glaciali. Cresce, infatti fino ai 2500 m.

Uso fitoterapico
Si utilizzano le foglie.
Quando si raccoglie: La raccolta è prevista per il periodo estivo.
Come si conserva: Non vi sono condizioni particolari per la conservazione del camedrio.
Proprietà: Tonico, astringente.
Principi attivi: Tannini, sali minerali .Le foglie di camedrio alpino sono da sempre utilizzate contro le infiammazioni, sia interne che esterne. Le sue foglie costituiscono anche uno dei componenti del cosiddetto tè svizzero, utilizzato principalmente contro le coliche.
Uso esterno: Contro le stomatiti:50g. di foglie per litro d'acqua, sotto forma di gargarismi.

Il genere Dryas comprende pochissime specie i cui fiori hanno un insolito numero di sepali-petali (8) per la famiglia delle Rosaceae che normalmente sono cinque. È caratteristico inoltre il fatto che il calice costituisce un unico organo (i sepali del calice formano un unico verticillo, non un insieme di brattee come in altri fiori). La specie Dryas octopetala inoltre presenta spesso fenomeni di “androdioecia”, ossia fiori interamente mascolini.
Il genere Dryas appartiene alla sottofamiglia delle “Rosoidaea”.
Il camedrio alpino è una piccola camefita strisciante che forma spesso estesi tappeti caratterizzati da fiori bianchi e solitari. Le foglioline sono di colore verde scuro, allungate e con denti arrotondati. Colonizza i macereti e le pietraie calcaree delle Alpi, ma lo si può trovare anche lungo i greti dei fiumi a fondovalle trasportato dalla corrente dei corsi d’acqua.

Etimologia
E' la forma delle foglie che ha dato il nome al genere, queste infatti sono molto simili alla quercia che in greco si dice Drys (= quercia). Linneo, che per primo usò tale nome per questa pianta, fece riferimento alle Driadi, antiche divinità mitologiche che vivevano nei boschi e che gli antichi greci credevano immortali ed eterne come le quercie.
Il nome della specie deriva ovviamente dal numero dei petali della corolla del fiore: octo (= otto) e petalon (= petalo)
Altri botanici, sempre attirati dai contorni fogliari che ricordano la morfologia delle foglie della quercia, chiamarono diversamente queste piante: Chamaedrys . Inoltre certe somiglianze con le specie del genere Geum furono causa di classificazione alternative.

Morfologia
Descrizione delle parti della pianta
L'aspetto della pianta è suffruticoso (fusto legnoso alla base ed erbaceo nella parte aerea) ed ha uno spiccato carattere tappezzante (viene considerata una pianta nana che sul terreno forma un fitto tappeto) o anche a spalliera. Appartiene quindi alla forma biologica definita come camefita reptante (Ch. rept.): ossia è una pianta con gemme perennanti situate in posizione basale (massimo 20 cm dal suolo) e con portamento strisciante.

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